Archivio degli autori Dott.ssa Marina Puricelli

DiDott.ssa Marina Puricelli

Odontoiatria Naturale: che cos’è?

Autore: dott.ssa Marina Puricelli

È un approccio al paziente nel rispetto della sua totalità e individualità, evitando che le pratiche odontoiatriche e le problematiche del cavo orale diventino causa di patologie locali o a distanza.
Ogni individuo è unico e la terapia, i materiali, i farmaci da prescrivere vengono testati per verificare efficacia e tollerabilità.

Nell’approccio al paziente viene ricercata la presenza di metalli tossici, correnti endorali, foci dentali (infezioni spesso asintomatiche) che sono in grado di indebolire e intossicare l’intero organismo e dare origine a malattie in organi e apparati anche lontani.
Vengono valutate l’occlusione e la postura per prevenire e correggere dolori del distretto cervico-scapolare e della schiena.
Si tiene in considerazione anche il grado di stress e l’atteggiamento psicologico che influiscono sull’usura dei denti, sui disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare e su alcuni tipi di dolore. Non ci si sofferma, quindi, sulla cura del singolo dente, ma si considera il paziente nella sua globalità perché qualunque intervento in un distretto corporeo ha ripercussioni ovunque in senso positivo o negativo. A noi far prendere la giusta direzione!

DiDott.ssa Marina Puricelli

Il bambino e la prima visita dal dentista

Autore: dott.ssa Marina Puricelli

I bambini che hanno paura del dentista non nascono così, ma spesso subiscono il condizionamento dei genitori o di altri adulti che trasmettono ai piccoli la propria paura.

È anche necessario che il bambino che si reca per la prima volta  in uno studio dentistico venga accolto da professionisti attenti alle sue necessità.
In realtà sono sempre più numerosi i bambini che affrontano la prima visita odontoiatrica in maniera serena e addirittura curiosa e divertita.
Spesso escono dallo studio entusiasti per aver vissuto una nuova esperienza, per aver visto attrezzi e apparecchiature nuove, per aver ottenuto risposte alle loro domande e aver ricevuto in omaggio dentifrici, spazzolini e specchietti adatti a loro.
Quando prenotare la prima visita

Di solito si tende a prenotare la prima visita dal dentista quando è già presente un problema, per esempio, dolore per la presenza di una carie o perché si  è verificato un trauma.

 

Il bambino dovrà quindi affrontare la prima visita in una condizione di timore e disagio.
L’ideale sarebbe prenotare una visita di controllo già a partire dai tre anni quando sono presenti nella bocca tutti i denti da latte.
In questo modo il dentista può diventare una figura familiare per il piccolo, una persona con cui instaurare un buon rapporto basato sulla fiducia e sul comfort.
Durante le future visite il bambino già conoscerà l’ambiente e lo staff dello studio dentistico e ne avrà un ricordo positivo.

 

Ricordiamo che la prima visita ha come obiettivi:

• abituare il bambino all’ambiente odontoiatrico, allo studio e al dentista;

• verificare lo stato di salute dentale e la regolarità di crescita delle ossa mascellari;
• istruire i genitori alle corrette procedure di igiene orale e prevenzione della carie;
• verificare se esiste una buona armonia tra le arcate dentali.

Come preparare il bambino alla  prima visita odontoiatrica

 

I bambini piccoli sono per natura curiosi, quando gli verrà comunicata la data della visita di controllo spontaneamente porranno alcune domande ai genitori.
È importante che gli adulti di riferimento rispondano in modo rassicurante valorizzando gli aspetti positivi per non creare ansie e preoccupazioni inutili.
Non è consigliabile dire al bambino “stai tranquillo, non ti farà male” oppure “devi stare fermo”.
Meglio usare espressioni come “domani c’è la visita dal dentista così gli facciamo vedere come sono forti e sani i tuoi denti”.
Inoltre può essere utile descrivergli con leggerezza e fantasia l’ambiente in cui si troverà dicendogli “Vedrai che bello! Dal dentista c’è una poltrona che va su e giù e grandi luci, sembra proprio di essere su una stazione spaziale”.
Non usare il dentista come strumento di minaccia
Evitare frasi come “se non lavi i denti ti porto dal dentista che userà trapano e siringa!”, perché l’unico risultato che otterremo sarà quello di far aumentare la paura.
Stare insieme al bambino durante la visita, si o no?
È consigliabile che i genitori assistano solo alla prima visita del bambino, lasciandolo in compagnia dello staff medico in quelle successive.
In questo modo il bambino si sentirà protetto e accolto, senza percepire ansie da parte dei genitori e potrà instaurare un rapporto di fiducia con il dentista.
Che cosa consigliamo ai bambini tra i tre ed i sei anni? 

È importante effettuare visite odontoiatriche annuali per intercettare malocclusioni, abitudini viziate (ciuccio, biberon, respirazione orale,
suzione del pollice, deglutizione atipica) e prevenire la carie dentale, istruendo i genitori alle corrette procedure di igiene dentale e all’uso dei dentifrici al fluoro.
E dopo i sei anni?
Si consigliano controlli periodici semestrali, per l’eventuale sigillatura dei molari permanenti, la diagnosi precoce delle anomalie dei denti, il controllo dello spazio in arcata per i denti permanenti, la fluoroprofilassi topica.
Se il dente da latte si caria va curato?

 

I denti decidui (o da latte) anche se verranno sostituiti, devono essere curati se si cariano.
La carie sui denti da latte può causare:
• dolore,
• infezione (ascessi),
• disagi alla masticazione,
• spostamento dentale,
• malocclusione.
La perdita precoce dei denti decidui può causare la mancanza di spazio per la dentatura permanente o creare anomalie di crescita delle ossa mascellari.
Come insegnare al vostro bambino a lavarsi i denti?
Quanti genitori combattono ogni giorno per far lavare i denti ai bambini? Per evitare la formazione di carie e per insegnare ai più piccoli una sana abitudine all’igiene orale, ecco alcuni semplici consigli:
• Appena spuntano i primi dentini da latte vanno puliti tutti i giorni con una garzina e, appena il bambino lo consente, si può iniziare ad utilizzare lo spazzolino
• Usare uno spazzolino con testina piccola e morbida, quelli che si trovano in commercio per bambini sono ideali;
• Spazzolare, premendo delicatamente, con movimenti circolari;
• L’utilizzo dello spazzolino elettrico è consigliabile. Gli spazzolini elettrici per bambini sono molto validi perché, grazie alle maggiori oscillazioni, rimuovono molta più placca degli spazzolini tradizionali, inoltre hanno un timer incorporato che suggerisce tempo e modalità di spazzolamento.
• Spazzolare bene la parte interna, esterna, superiore e inferiore… ricordarsi di spazzolare anche la lingua;
• Lavare i denti dopo ogni pasto, quindi almeno 3 volte al giorno;
• Utilizzare un dentifricio arricchito di fluoro per fortificare lo smalto dei denti. I bambini spesso non amano i dentifrici di mamma e papà perché hanno un sapore particolarmente forte; meglio acquistare un dentifricio adatto ai gusti dei più piccoli.
DiDott.ssa Marina Puricelli

Approccio innovativo alla malattia parodontale

Autore: dott.ssa Marina Puricelli


La malattia parodontale (piorrea)
si instaura in seguito a diversi e complicati fattori.
La presenza di placca, tartaro e batteri patogeni è fondamentale, ma da sola non è sufficiente al manifestarsi della malattia.
Spesso la parodontopatia si associa ad alcune malattie sistemiche come diabete, anemie, carenze vitaminiche, ecc.
In presenza di malattia paradontale bisogna saper ricercare alcuni fattori causali importanti:

  • L’assunzione di farmaci
  • L’utilizzo di ormoni (estrogeni e progesterone)
  • L’uso di alcool e tabacco
  • Le disbiosi intestinali

Il danno al tessuto paradontale è la risposta del nostro sistema difensivo nei confronti dei succitati fattori causali per cui si instaura una fase di “autoaggregazione”, che danneggia i tessuti di sostegno dei denti, talvolta in modo irreversibile.
La terapia si propone di intervenire in modo approfondito a livello dentale (ablazione, tartaro, courettage, controllo della placca, ecc.) e di ricercare le cause predisponenti generali ed eliminare o modificare, ove possibile, i fattori di rischio.
Inoltre viene proposto un protocollo terapeutico già sperimentato ripartito nell’arco di dieci sedute, a cadenza bisettimanale e articolato in due fasi:

  1. Terapia omotossicologica (azione anti-infiammatoria, analgesica, anti-edemigena, stimolante delle difese antibatteriche, della rigenerazione parodontale e del metabolismo cellulare)
  2. Ozono terapia (miglioramento della circolazione e dell’ossigenazione, accelerazione dei processo

 

DiDott.ssa Marina Puricelli

Il laser è utile e indolore

Autore: dott.ssa Marina Puricelli

Nell’immaginario collettivo il laser viene visto come un’arma, complici i film di fantascienza e i fumetti giapponesi; invece, noi terapeuti sappiamo che in medicina è uno strumento prezioso. Abbiamo scelto di utilizzare il laser nel nostro Centro perché ci sta a cuore non solo la salute fisica, ma anche l’equilibrio emotivo del paziente. Utilizzando il laser, infatti, non si sente dolore, il decorso post trattamento è semplice, e spesso non è necessaria l’anestesia se viene usato in chirurgia; sono tutti fattori che aiutano il paziente ad affidarsi alle nostre cure serenamente, senza ansia o paura. Noi crediamo che questo approccio, dolce e rispettoso, sia già un modo di “prendersi cura” della persona, di farla sentire tranquilla in mani esperte e responsabili.

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In GammaPiMedical usiamo il laser principalmente in due ambiti: in odontoiatria e in dermatologia, in medicina estetica.

In odontoiatria, il laser viene impiegato in parodontologia, cioè per curare i tessuti che stanno intorno al dente: si rivela efficace quando ci sono delle infiammazioni alle gengive, per la pulizia delle tasche, per rimodellare i colletti, quando c’è ipersensibilità dei denti, per rigenerare lo smalto, per sbiancarlo e altro ancora.
In odontoiatria chirurgica, il laser possiede un’altissima precisione, come un elettrobisturi, con la differenza che non brucia i tessuti, anzi ne induce una rapida rigenerazione spontanea. Inoltre, permette di evitare, nella maggior parte dei casi, l’anestesia e questo è un vantaggio di non poco conto per il paziente.
In endodonzia, cioè per i trattamenti all’interno del dente, viene impiegato per sterilizzare i canali, per rimuovere i granulomi, le fistole, gli ascessi.
Il laser ha anche un effetto antalgico sull’articolazione temporomandibolare.
Proprio per la sua azione precisa, indolore, e per la capacità di indurre la rigenerazione dei tessuti, il laser trova applicazione anche in odontoiatria pediatrica, per le frenulectomie labiali e gengivali, ossia per rimuovere il frenulo che collega le labbra alle gengive, al fine di allentare le tensioni all’interno della bocca del bambino. In queste situazioni, oltre a non causare dolore, permette interventi rapidi, senza suture, e il decorso post operatorio è privo di complicazioni.
Il laser può anche essere impiegato per il trattamento delle afte, degli herpes, del lichen una malattia infiammatoria che se trascurata può predisporre al cancro del cavo orale, nel trattamento delle leuplachie, quelle placche bianche che si formano in bocca e sono dovute a una eccessiva proliferazione dei tessuti più superficiali.

In dermatologia, in medicina estetica il laser viene utilizzato per la depilazione della zona periorale e per le cicatrici sempre intorno alla bocca, per l’acne. Inoltre, serve per rimuovere i nevi flammi, gli spider nevi, gli emangiomi, le telangectasie, per ridurre la couperose, per eliminare i capillari del viso e del naso. È  efficace per far scomparire le macchie senili, per asportare i cheloidi, le verruche, i fibromi penduli. Il vantaggio di questo strumento è che non dà sanguinamento e non richiede particolari terapie dopo il trattamento, a parte la precauzione di non esporsi al sole subito dopo gli interventi.