La dieta di reset per riparare il nostro intestino

DiDott. Luigi di Tommaso

La dieta di reset per riparare il nostro intestino

Autore: dott. Luigi Di Tommaso

Abbiamo, più volte ripetuto che la digestione degli alimenti sembra, in apparenza, essere un processo estremamente semplice da attuare: mettiamo il cibo in bocca, lo mastichiamo e lo ingoiamo e poi lasciamo che il nostro corpo si occupi del resto.
Lasciamo, cioè, che il nostro organismo scomponga i cibi nei suoi nutrienti fondamentali in modo che questi possano essere assorbiti e assimilati. Tanto, pensiamo, quello che serve rimane dentro, quello che non serve viene mandato fuori. È un meccanismo semplice, giusto? Purtroppo, no! La risposta è sbagliata.
La digestione degli alimenti è un meccanismo estremamente complesso che richiede un notevole dispendio di energia per essere effettuata con successo.
L’intero processo digestivo, infatti, può richiedere fino al 60% dell’energia quotidiana di cui l’organismo dispone per vivere e questo accade ogni giorno, più volte al giorno.
La digestione è quindi un meccanismo complesso, e come per tutti i meccanismi complessi sono molti i fattori che possono interferire e pregiudicare la buona riuscita della digestione.

Verdure, Carota, Cibo, Sano, DietaIl mangiare troppo in fretta e quindi non masticare bene, il mangiare troppo, abbinare alimentari sbagliati, bere poco tra un pasto e l’altro (l’organismo ha bisogno di circa ¾ di litro d’acqua solo per produrre la bile, gli acidi gastrici, il muco gastrico e altre sostanze necessarie), bere mentre si mangia (in particolare acqua e bevande fredde e/o gassate). Inoltre anche gli alimenti che consumiamo hanno un effetto sul buon funzionamento del processo digestivo: cibi troppo processati e trasformati, pieni di OGM, saturi di zucchero, sale e grassi di cattiva qualità e cereali contenenti glutine sono tra i peggiori aggressori e se la nostra dieta si basa su questi cibi è possibile che il nostro l’intestino sia infiammato, forse già sulla via della permeabilità intestinale cosa che ci espone all’insorgenza di manifestazioni patologiche.
Fortunatamente l’intestino è un organo con altissime capacità di ripresa, infatti le cellule dell’epitelio intestinale hanno il tasso di rigenerazione e riparazione più veloce di qualunque altro tessuto all’interno dell’organismo.
Tutto ciò a patto di modificare le nostre abitudini alimentari e mettere in atto 4 semplici regole per riparare le falle e riportare in salute il nostro intestino. Quindi:
1. ELIMINARE i cibi e altri fattori che danneggiano l’intestino
2. SOSTITUIRE gli alimenti incriminati con cibi nutrienti e dalle proprietà curative
3. RIPARARE il tessuto intestinale
4. EQUILIBRARE con probiotici
Per riparare il tessuto intestinale è stata messa a punto una speciale “dieta” detta RESET.

Il RESET è uno speciale regime alimentare, che esclude qualsiasi forma di carboidrato e zucchero.
È un regime alimentare ricco di vegetali cotti, grassi sani e proteine, senza limitazione calorica, studiato per risolvere rapidamente le principali criticità:
– metabolismo molto rallentato
– forte infiammazione intestinale
– carenze di minerali preziosi e di proteine sane
– blocco e rallentamento della eliminazione
Il reset dura di circa 4 di settimane durante le quali sospendi qualsiasi forma di carboidrato con e senza glutine, latte e derivati (tranne quelli consentiti), legumi, frutta (tranne quella consentita), caffè, alcolici, salumi, latte di cereali e qualsiasi derivato della soia.
Asparagi, Bistecca, Costata Di ManzoInvece, puoi mangiare fino a completa soddisfazione queste tre tipologie di alimenti:
– Proteine
– Verdure
– Grassi (Ghee, Olio di Cocco, olio extravergine di oliva)
A questo regime alimentare salutare e disintossicante, vengono associati integratori che possono sostenere e favorire il raggiungimento dell’obiettivo.


Il RESET
– Aumenta la capacità metabolica del corpo
attraverso l’integrazione degli enzimi sistemici.
– Va abbinato ad una dieta specifica completamente priva di carboidrati, con verdura cotta, proteine e grassi sani a volontà, senza limitazioni caloriche
Abbinando il Ghee, ti assicuri l’apporto di grassi preziosi e fondamentali per nutrire e disintossicare e controllare la fame nervosa.
Per tutti: è il modo migliore di potenziare subito la salute e l’energia a 360°, nutrendo e depurando le cellule e ristabilendo una digestione ottimale. Riattiva il naturale processo di assimilazione ed eliminazione, depurando le cellule da vecchie tossine e grassi prodotti dalla metabolizzazione dei carboidrati e dal grande lavoro dell’insulina nel tentativo di mantenere la glicemia a livelli compatibili con il naturale funzionamento del nostro organismo.

DiDott.ssa Marina Puricelli

Il bambino e la prima visita dal dentista

Autore: dott.ssa Marina Puricelli

I bambini che hanno paura del dentista non nascono così, ma spesso subiscono il condizionamento dei genitori o di altri adulti che trasmettono ai piccoli la propria paura.

È anche necessario che il bambino che si reca per la prima volta  in uno studio dentistico venga accolto da professionisti attenti alle sue necessità.
In realtà sono sempre più numerosi i bambini che affrontano la prima visita odontoiatrica in maniera serena e addirittura curiosa e divertita.
Spesso escono dallo studio entusiasti per aver vissuto una nuova esperienza, per aver visto attrezzi e apparecchiature nuove, per aver ottenuto risposte alle loro domande e aver ricevuto in omaggio dentifrici, spazzolini e specchietti adatti a loro.
Quando prenotare la prima visita

Di solito si tende a prenotare la prima visita dal dentista quando è già presente un problema, per esempio, dolore per la presenza di una carie o perché si  è verificato un trauma.

 

Il bambino dovrà quindi affrontare la prima visita in una condizione di timore e disagio.
L’ideale sarebbe prenotare una visita di controllo già a partire dai tre anni quando sono presenti nella bocca tutti i denti da latte.
In questo modo il dentista può diventare una figura familiare per il piccolo, una persona con cui instaurare un buon rapporto basato sulla fiducia e sul comfort.
Durante le future visite il bambino già conoscerà l’ambiente e lo staff dello studio dentistico e ne avrà un ricordo positivo.

 

Ricordiamo che la prima visita ha come obiettivi:

• abituare il bambino all’ambiente odontoiatrico, allo studio e al dentista;

• verificare lo stato di salute dentale e la regolarità di crescita delle ossa mascellari;
• istruire i genitori alle corrette procedure di igiene orale e prevenzione della carie;
• verificare se esiste una buona armonia tra le arcate dentali.

Come preparare il bambino alla  prima visita odontoiatrica

 

I bambini piccoli sono per natura curiosi, quando gli verrà comunicata la data della visita di controllo spontaneamente porranno alcune domande ai genitori.
È importante che gli adulti di riferimento rispondano in modo rassicurante valorizzando gli aspetti positivi per non creare ansie e preoccupazioni inutili.
Non è consigliabile dire al bambino “stai tranquillo, non ti farà male” oppure “devi stare fermo”.
Meglio usare espressioni come “domani c’è la visita dal dentista così gli facciamo vedere come sono forti e sani i tuoi denti”.
Inoltre può essere utile descrivergli con leggerezza e fantasia l’ambiente in cui si troverà dicendogli “Vedrai che bello! Dal dentista c’è una poltrona che va su e giù e grandi luci, sembra proprio di essere su una stazione spaziale”.
Non usare il dentista come strumento di minaccia
Evitare frasi come “se non lavi i denti ti porto dal dentista che userà trapano e siringa!”, perché l’unico risultato che otterremo sarà quello di far aumentare la paura.
Stare insieme al bambino durante la visita, si o no?
È consigliabile che i genitori assistano solo alla prima visita del bambino, lasciandolo in compagnia dello staff medico in quelle successive.
In questo modo il bambino si sentirà protetto e accolto, senza percepire ansie da parte dei genitori e potrà instaurare un rapporto di fiducia con il dentista.
Che cosa consigliamo ai bambini tra i tre ed i sei anni? 

È importante effettuare visite odontoiatriche annuali per intercettare malocclusioni, abitudini viziate (ciuccio, biberon, respirazione orale,
suzione del pollice, deglutizione atipica) e prevenire la carie dentale, istruendo i genitori alle corrette procedure di igiene dentale e all’uso dei dentifrici al fluoro.
E dopo i sei anni?
Si consigliano controlli periodici semestrali, per l’eventuale sigillatura dei molari permanenti, la diagnosi precoce delle anomalie dei denti, il controllo dello spazio in arcata per i denti permanenti, la fluoroprofilassi topica.
Se il dente da latte si caria va curato?

 

I denti decidui (o da latte) anche se verranno sostituiti, devono essere curati se si cariano.
La carie sui denti da latte può causare:
• dolore,
• infezione (ascessi),
• disagi alla masticazione,
• spostamento dentale,
• malocclusione.
La perdita precoce dei denti decidui può causare la mancanza di spazio per la dentatura permanente o creare anomalie di crescita delle ossa mascellari.
Come insegnare al vostro bambino a lavarsi i denti?
Quanti genitori combattono ogni giorno per far lavare i denti ai bambini? Per evitare la formazione di carie e per insegnare ai più piccoli una sana abitudine all’igiene orale, ecco alcuni semplici consigli:
• Appena spuntano i primi dentini da latte vanno puliti tutti i giorni con una garzina e, appena il bambino lo consente, si può iniziare ad utilizzare lo spazzolino
• Usare uno spazzolino con testina piccola e morbida, quelli che si trovano in commercio per bambini sono ideali;
• Spazzolare, premendo delicatamente, con movimenti circolari;
• L’utilizzo dello spazzolino elettrico è consigliabile. Gli spazzolini elettrici per bambini sono molto validi perché, grazie alle maggiori oscillazioni, rimuovono molta più placca degli spazzolini tradizionali, inoltre hanno un timer incorporato che suggerisce tempo e modalità di spazzolamento.
• Spazzolare bene la parte interna, esterna, superiore e inferiore… ricordarsi di spazzolare anche la lingua;
• Lavare i denti dopo ogni pasto, quindi almeno 3 volte al giorno;
• Utilizzare un dentifricio arricchito di fluoro per fortificare lo smalto dei denti. I bambini spesso non amano i dentifrici di mamma e papà perché hanno un sapore particolarmente forte; meglio acquistare un dentifricio adatto ai gusti dei più piccoli.
DiDott.ssa Marina Puricelli

Odontoiatria Naturale: che cos’è?

Autore: dott.ssa Marina Puricelli

È un approccio al paziente nel rispetto della sua totalità e individualità, evitando che le pratiche odontoiatriche e le problematiche del cavo orale diventino causa di patologie locali o a distanza.
Ogni individuo è unico e la terapia, i materiali, i farmaci da prescrivere vengono testati per verificare efficacia e tollerabilità.

Nell’approccio al paziente viene ricercata la presenza di metalli tossici, correnti endorali, foci dentali (infezioni spesso asintomatiche) che sono in grado di indebolire e intossicare l’intero organismo e dare origine a malattie in organi e apparati anche lontani.
Vengono valutate l’occlusione e la postura per prevenire e correggere dolori del distretto cervico-scapolare e della schiena.
Si tiene in considerazione anche il grado di stress e l’atteggiamento psicologico che influiscono sull’usura dei denti, sui disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare e su alcuni tipi di dolore. Non ci si sofferma, quindi, sulla cura del singolo dente, ma si considera il paziente nella sua globalità perché qualunque intervento in un distretto corporeo ha ripercussioni ovunque in senso positivo o negativo. A noi far prendere la giusta direzione!